ArteSera n°21

Time Out

Novembre/Dicembre 2014

Facile parlare di tempo. A partire dal fatto che ognuno ha il proprio, e che spesso dipende dal momento della vita, dall’ora della giornata, dal luogo in cui ci si trova. Quindi, quale tempo, quanti tempi? Dedicare un numero a un tema come il tempo vuol dire solo provare a raccontare delle storie, ad ascoltare, a scoprire, perché il tempo è una di quelle questioni a cui si crede per fede, per fascinazione, per speranza, per paura. Per folgorazione anche. Abbiamo pensato di fare una declinazione anomala di tempo, scegliendo tempi tutti molto diversi tra loro, senza una gerarchia di importanza. E per dialogare con i testi abbiamo scelto immagini di opere di artisti che riflettono sul tempo, lo prendono da angolazioni plurime, e suggeriscono, così, altri tempi ancora.

ArteSera N°20

Liquido

Marzo/Aprile 2012

Quando si attraversa il confine tra due Paesi, la natura non cambia, non ci sono cesure di paesaggio improvvise, così capita che, molto spesso, certe linee di confine si attraversino inconsapevolmente. I confini geografici sono segnati sulla carta, ma non lo sono nella realtà; nella realtà non si colgono quasi mai, sono liquidi, imprendibili, si allargano e si restringono, creando una terra di mezzo che non appartiene né a un paese né all’altro, ed appartiene ad entrambi.
Questo è il terreno in cui si muove questo numero di ArteSera, un numero liquido, come i confini tra arte e design che attraversa. Uno spazio meticciato, in cui i panorami si fondono e le lingue si mescolano, creando nuovi paesaggi e nuovi linguaggi.

ArteSera n°19

Wandering

Novembre/Dicembre 2013

Citare ancora Italo Calvino è inevitabile. Con il suo libro “Le città invisibili” nel 1972 ha redatto un catalogo delle città: quelle reali, quelle immaginarie, quelle scomparse, quelle sognate. Da qualche parte esistono tutte. Un canto d’amore alla città. Cinquantacinque ritratti in ciascuno dei quali, anche solo per un particolare, un colore, una definizione, una frase, si può ritrovare Torino. Il suo profilo. La sua immagine. Poiché è esattamente questo, la nuova – vecchia Torino: è uno zoo di città schierate l’una accanto all’altra che si influenzano a vicenda. Impaginate e immaginate a piacere. Allora noi abbiamo provato a cercarle, identificarle, raccontarle tutte queste città, queste che sono Torino, che costituiscono le parti viventi del suo corpo…

Artesera n°18

Swimming

Luglio/Agosto 2012

È in arrivo il numero estivo di ArteSera che com’è nella nostra tradizione vacanziera sarà dedicato al tema del viaggio…Un viaggio che questa volta attraversa la creatività italiana, fatta di artisti, designer e aziende: una risorsa vitale da sostenere, promuovere, che può essere il miglior portabandiera di un’identità nazionale resa opaca e sofferente dalla storia politica e sociale recente. Vogliamo raccontare un universo fluido e sorprendente, dove si mescolano arte, musica,video, performance, letteratura: una piccola rassegna preziosa, che sarà il nucleo di un più ampio progetto con forme e derive diverse.

ArteSera n°17

Arte (&) Design

Aprile/Maggio 2012

Che Cosa vuol dire cogliere un’avanguardia? In campo artistico, riconoscere un nuovo tipo di linguaggio che si contrappone a quello tradizionale; ma più in generale forse significa entrare in un flusso, intercettarlo senza esserne inizialmente consapevoli. Farsi guidare da un’intuizione ma non saperla ancora leggere fino in fondo, attraversati da una libertà che si sa essere giusta, per poi scoprire tempo dopo che quell’intuizione era corretta. A volte questa visione è talmente netta da poter modificare una professione, come quella del designer che raccontiamo qui, o a volte una professione si può modellare in base ad essa. In questo numero esploriamo una diramazione del design secondo il punto di vista di un giornale d’arte: ci siamo avvicinati ad un ambiente tangente il nostro ma contraddistinto da proprie logiche, meccanismi e snodi.

Artesera n°16

L’arte che verrà

Novembre/Dicembre 2012

A noi interessa l’arte fatta di progetti, sogni, idee, desideri che ancora non sono, e che, forse, verranno, si realizzeranno. Quella tensione attenta che gli artisti hanno come sesto senso, ipersensibilità visionaria. Vedere dove e oltre gli altri ancora non riescono. Questo album speciale è dedicato all’arte degli artisti che lavorano, sentono, pensano, sognano, immaginano, senza poterne fare a meno. Abbiamo invitato un gruppo di artisti, loro ci hanno risposto in sintonia, con progetti non formattati, ognuno nella forma che preferiva, nella lunghezza che è venuta. Li terremo d’occhio e seguiremo tutti. Sia quelli che diverranno realtà, sia quelli che rimarranno meravigliosi miraggi. Ognuno con lo stesso statuto d’esistenza.

Artesera n°15

L’arte del riciclo

Settembre/Ottobre 2012

Recuperare, ritradurre, riflettere, riconvertire. Porre attenzione ai materiali, alle energie, alle cose in generale, dando loro identità e prospettive di vita al di là di un quotidiano onnivoro. E noi con loro, per un cambiamento radicale di sguardo. Nel mondo dell’arte è una modalità che negli ultimi anni è diventata una metodologia, una prassi che si è fatta poetica, frequentata da moltissimi artisti. Aveva iniziato a suo modo Duchamp, e poi Kurt Schwitters con il suo Merzbau, i Nouveau Realist, Daniel Spoerri con le sue tavole imbandite. Ma ci sono tanti altri nomi. Noi abbiamo chiesto un racconto a chi in Italia è stato tra i primi a misurarsi negli anni Novanta: Cuoghi&Corsello da un lato, Enrica Borghi dall’altro.

Artesera n°14

On the road

Luglio/Agosto 2012

Per vedere, conoscere, scoprire, annusare, sentire. E si spera anche per non dimenticare, perché così il viaggio e tutto ciò che ha contenuto rimarrà con noi. Ma si tratta sempre, soprattutto, di vedere nel vero senso della parola, perché vedere è ormai spesso una parola espropriata del suo significato, svuotata. Vedere in che senso?

ArteSera n°13

Nuove R/Esistenze

Maggio/Giugno 2012

Da decenni nell’arte i manifesti erano scomparsi, esaurite le grandi spinte delle avanguardie, il manifiesto blanco di Lucio Fontana del ’46 e qualche altra cosa sparsa. Poi più nulla di rilevante. Negli ultimi recentissimi tempi, invece, ne stanno ricomparendo tantissimi: sono dichiarazioni d’intenti, però, di tutt’altro genere. È il popolo del mondo della cultura, dal teatro all’arte, alla letteratura, che prende voce e azione per difendere la propria identità, per preservare quello spazio libero in cui l’arte nasce e vive. Per avere una società migliore.

ArteSera n°12

Girls just wanna have fun

Marzo/Aprile 2012

Come raccontare le donne? Non bisogna separare una parte dal tutto, perché così la si fa diventare categoria a sé, diversa, altra. E ancora minoranza, gruppo. Tribù in conflitto e nemica di altre. Le donne fanno parte di un mondo e di una vita condivisa con gli uomini. A volte bello a volte brutto. Però ci sono storie di donne che meritano di essere raccontate, e quindi ricordate, meditate, estratte dal flusso, senza che questo significhi fare un lavoro di genere, o femminile.

ArteSera n°11

ArteSera Live

Febbraio 2012

Mai come in questo periodo è necessario chiedersi il senso delle cose che si fanno, per la fatica concettuale e pratica dell’agire, per il disincanto e l’avvilimento generale, per la perdita di memoria, per il desiderio di sognare e sperare. Per la mancanza di risorse economiche che rende in parte meno liberi e in soggezione verso la sopravvivenza quotidiana. Ma anche per le grandi possibilità che questo periodo storico, in realtà, contiene. L’arte non è esclusa da tutto ciò…

ArteSera n°10

La repubblica dell’arte

Novembre/Dicembre 2011

Che cos’è l’arte contemporanea? Una repubblica, un’oligarchia? Come si pone in un periodo come il nostro? In crisi esistenziale come il resto degli altri mondi, a partire da quello della quotidiana realtà? Che fare allora? Prima di tutto provare a capire come si articola il corpo dell’arte, le componenti del sistema, e poi vedere dove si colloca lo spazio d’accoglienza, localizzare la porta osmotica che prende e dà energia in contatto con la vita, con il pubblico.

ArteSera n°9

Settembre/Ottobre 2011

Si riparte a settembre, che sembra sempre il vero inizio dell’anno, in un ritorno che non ha dato tregua a nessuno con le notizie estive. Sembravano arrivare dall’altro mondo e invece erano tutte italiane. Ma per certi versi è la solita storia, appunto sempre italiana, fatta di identità, indole, segreti, corsi e ricorsi, opacità. Come racconta Mario Martone in “Noi credevamo”, È un simbolo perfetto di questa situazione l’opera di Gabriele Arruzzo, che dà la copertina al numero e parla la stessa lingua.

ArteSera n°8

La città sognata

Luglio/Agosto 2011

Quando una città è la tua città non sai mai dove finisca la realtà e dove inizi l’immaginazione. Da un lato la vivi in una sorta di automatismo per cui non la riconosci più, dall’altro a volte ti appare straniera, improvvisamente “altra”. Il nome di ogni città è una definizione aperta e indefinita, che ospita al suo interno tutte le città possibili, tante quante sono le persone che la vivono e ne entrano in contatto, e tante quante sono le volte che ciò accade, all’infinito.

ArteSera n°7

Giugno 2011

Forse il modo migliore per conoscere una città è partire da quegli spazi indefiniti, che non appaiono sulla mappa, dove fiorisce una natura anarchica ma consapevole. Luoghi “che non esistono”, ai margini, negli sfridi scappati dalla definizione della geografia politica metropolitana. Spazi in cui la città si riappropria di sé, del suo territorio, delle sue porzioni di carne lasciate abbandonate, libere. No men’s land in cui sorgono orti urbani, azioni di guerriglia botanica.

ArteSera n°6

La città si scrive

Maggio 2011

Si guardano, si leggono. Aprono il cuore, l’immaginazione, i sensi. Danno emozioni, fanno vibrare. Oltrepassano il tempo e lo spazio. Instaurano con ciascuno un rapporto unico, un dialogo aperto. I libri si possono toccare e possedere, le opere d’arte no. La differenza maggiore sta proprio nell’accessibilità. Per il resto esiste tra loro una relazione di familiarità, uno scambio osmotico, per cui spesso gli artisti si nutrono di libri e ne usano il corpo come materiale creativo.

ArteSera n°5

La città si ri/conosce – vol.1

Aprile 2011

È arrivata la primavera, che inizia con quel freddo umido che però non morde più. Come gli animali dopo il letargo, si ricomincia ad andare in giro, a vivere la città nelle sue strade, all’aperto. E i muri ritornano visibili, superfici di comunicazione metropolitana. Per la street art, invece, la città è sempre una tela, un foglio di quaderno aperto su cui scrivere, disegnare, raccontare, gridare. Le interferenze visive di questi “artisti e scrittori” sono segni tribali metropolitani.

ArteSera n°4

Unità/identità

Marzo 2011

In questo numero, primo di una serie di speciali dedicati ai temi dell’unità e dell’identità, sorvoliamo un territorio largo, suolo nazionale, raccogliendo immagini e visioni delle Italie in un piccolo Album da tenere con sé, per poi arrivare nel pargheggio sotto casa. Che cosa vuol dire oggi essere italiani? E ancora prima, anche se suona anacronistico, se non ridicolo, dobbiamo porci la domanda cosa significhi essere torinesi? E quante Torino esistono?

ArteSera n°3

Febbraio 2011

Ed eccoci al numero 3 di ArteSera, ad iniziare l’anno nuovo. Torino si prepara a un 2011 pieno di eventi relativi alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, tra entusiasmi e polemiche locali e nazionali. Intanto facciamo un salto geografico a Parigi, a Le Plateau, per una mostra e un luogo da tenere come modello metropolitano di progettualità, e un salto nel tempo, indietro fino agli anni Ottanta, per uno sguardo su una Torino artistica che fa parte del nostro DNA.

ArteSera n°2

Dicembre 2010/Gennaio 2011

Questo è un numero doppio, che vi accompagnerà nelle vacanze natalizie, raccontandovi cosa succede in città e fuori porta: a Milano inaugura il Museo del Novecento, ma se volete restare a Torino, non perdetevi China Power Station alla Pinacoteca Agnelli. Passate poi a vedere le nuove installazioni di arte pubblica al Valentino. E quando sarete a casa al caldo, con la vostra copia di ArteSera, leggete di Luisa Rabbia e scoprite come l’arte può trasformare una scuola a S. Salvario in un luogo dove crescere nel rispetto reciproco.

ArteSera n°1

Novembre 2010

Che  senso ha una (nuova) rivista di arte contemporanea? Nessuno, se non si ha nulla di nuovo da dire. Oppure se non si trova un diverso modo di comunicare. Questo è l’obbiettivo di Artesera, cioè riuscire a ricondurre l’arte alla gente, sulla strada, come qualcosa di cui le persone possano essere in grado di discutere, criticare, emozionarsi. L’arte contemporanea come un materiale quotidiano, esposto e offerto alla vita comune.